"l'Arma per l'Arte"
Aspetti del sacro ritrovati
Galleria Palatina - Sala Bianca
21 novembre 2009 - 6 aprile 2010
Aspetti del sacro ritrovati
Galleria Palatina - Sala Bianca
21 novembre 2009 - 6 aprile 2010
Antonio Paolucci
Direttore Generale dei Musei VaticaniChi, come me, ha attraversato la storia della Amministrazione dei Beni Culturali fra XX e XXI secolo, non può che provare un sentimento di gratitudine e insieme di emozione nello scrivere la prefazione a questo catalogo. Mi accorgo infatti che le vicende raccontate nelle pagine che seguono attraversano la mia vita professionale evocando ricordi, amicizie, affetti. Avevo appena vinto il concorso e mi apprestavo a entrare non ancora trentenne come ispettore storico dell’arte in prova nella Soprintendenza fiorentina di via della Ninna che allora si chiamava Soprintendenza alle Gallerie, quando nasceva il Nucleo Tutela del Patrimonio Artistico.
Sono stato soprintendente a Venezia, a Verona, all’Opificio delle Pietre Dure, a Mantova e poi ancora a Firenze, e in quei ruoli ho sperimentato innumerevoli volte il coraggio, la determinazione, l’intelligenza dei miei amici Carabinieri. Ho gioito dei loro successi, ho condiviso le loro delusioni, ho partecipato come consulente e come parte offesa alle loro imprese.
Ero Ministro tecnico del Governo Dini quando, nel 1995, ho firmato con il Generale Comandante Federici il decreto che istituiva a Firenze nella Palazzina della Meridiana in Boboli, la sede staccata del nucleo; la prima di una serie che ha occupato, in una breve manciata di anni, i principali capoluoghi d’Italia da Palermo a Bologna, da Milano a Napoli. Ora (in congedo dall’Amministrazione ministeriale da quasi tre anni, essendo stato chiamato al servizio del Santo Padre come Direttore Generale dei Musei Vaticani), dalla mia scrivania romana che guarda la cupola di San Pietro, mi trovo a riflettere sulla storia e sul destino di un reparto di militari specialisti che si è guadagnato l’ammirazione di tutti, in Italia e all’estero.
Si dice spesso e non senza ragione, che all’Italia sono rimasti pochi primati nel mondo. Ebbene oggi il Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale (questo è il nome attuale dell’antico benemerito Nucleo) rappresenta nel nostro paese un primato di eccellenza e di efficienza unanimemente e universalmente riconosciuto. I miei amici Carabinieri (tutti, dal Generale Comandante Nistri, al più giovane degli appuntati) lo sanno e di questo primato sono motivatamente e legittimamente orgogliosi.
Quarant’anni di attività ininterrotta al servizio del patrimonio culturale italiano fanno una scadenza importante che consente di tracciare bilanci, di perfezionare progetti, di raccogliere le forze in vista degli obiettivi prossimi venturi.
Chiunque fa mestieri come il mio o affini al mio (soprintendenti e direttori di museo, galleristi e antiquari, restauratori e collezionisti) sa che dei ‘nostri’ Carabinieri può fidarsi. Il Comando per la Tutela del Patrimonio è – come io ho detto e scritto innumerevoli volte – la nostra spada e il nostro scudo. La spada per la repressione necessaria, lo scudo per quelle attività di prevenzione e di deterrenza che la mia esperienza di soprintendente mi dice essere il servizio in assoluto più importante fornito dai reparti. È sufficiente la presenza di un ufficio del Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale per scoraggiare, in una città capoluogo e in una regione, vendite abusive, importazioni ed esportazioni illecite, falsificazioni, riciclaggio di materiali di provenienza furtiva.
Grande è quindi la gratitudine che tutti noi dobbiamo all’Arma. “L’Arma per l’Arte” porta in epigrafe la mostra che, nel quarantennale della fondazione del Nucleo, dislocata fra il Palazzo Reale di Napoli, Castel Sant’Angelo di Roma e la Sala Bianca di Pitti a Firenze, offre alla ammirazione (e alla consolazione) del pubblico i recuperi più prestigiosi e più difficili effettuati nel periodo. Titolo più efficacemente sintetico non si poteva inventare.
A Napoli dove si espongono i materiali archeologici, a Firenze città che intende presentare nella sua sede museale più prestigiosa tesori di soggetto e destinazione sacri, a Castel Sant’Angelo infine magnifica sede per una selezione prestigiosissima di brillanti recuperi, l’attività quarantennale dell’Arma viene presentata nel modo più eloquente e più convincente. Il pubblico capirà, sfilando davanti a opere celebri o meno celebri, che pezzi importanti della nostra storia sono stati salvati dalla determinazione, dalla passione, dalla splendida professionalità dei militari del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. E sarà, come me, grato all’Arma, felice e orgoglioso dei suoi successi.