Come scegliere la persona giusta per assistere un parente anziano

Quando ci si trova davanti alla necessità di gestire la quotidianità di un parente anziano che ha bisogno di assistenza da parte di una badante, è bene ragionare con attenzione e valutare diversi aspetti.

Oggi come oggi, con la popolazione che va incontro a un invecchiamento sempre più forte, pensare ai consigli su come scegliere una badante è all’ordine del giorno per molte persone.

Chiaramente è necessario valutare anche altri aspetti della vita dell’anziano – p.e. l’adeguamento dell’arredo della casa e l’acquisto di un rollator se la persona non è allettata – ma la figura incaricata della sua assistenza quotidiana rimane centrale.

Nelle prossime righe, abbiamo raccolto qualche consiglio dedicato a chi, come te, sta passando in rassegna tutte le migliori dritte per scegliere una badante.

L’errore da non fare

Partiamo subito citando un errore che è bene evitare. Di cosa stiamo parlando? Del fatto di mettere l’annuncio di ricerca su siti generalisti. La professione di badante è molto delicata e, per ragioni varie, oggi ci sono tantissime persone che si improvvisano.

La cosa giusta da fare è affidarsi ad agenzie o portali specializzati, così da avere la certezza, al netto delle proprie esigenze specifiche, di avere a che fare con una persona competente.

L’importanza del colloquio

Una volta individuato un nominativo che si considera affidabile, arriva il momento del colloquio. Cosa controllare in questa sede? Partiamo dalle basi ricordando che, se la persona risulta sprovvista di documenti e di permesso di soggiorno, la cosa giusta da fare è troncare sul nascere.

Molto importante è anche verificare la conoscenza delle lingue. L’italiano è fondamentale. In alcuni casi, può rivelarsi utile anche l’inglese, che può risultare vantaggioso qualora la persona dovesse seguire la famiglia in un periodo di vacanza all’estero e, di conseguenza, trovarsi magari a interagire con il personale sanitario locale nell’eventualità di un’emergenza riguardante l’anziano.

Un ulteriore capitolo da aprire quando si parla del colloquio all’aspirante badante di un congiunto anziano non più autosufficiente è quello delle domande poste dalla candidata (abbiamo utilizzato il femminile fino ad ora ma non bisogna dimenticare che l’assistenza agli anziani è un lavoro che coinvolge sempre di più anche gli uomini).

Più la persona mostra attitudine al dialogo e disponibilità a parlare delle sue esperienze passate, meglio è. Fondamentale è anche cercare di capire se ci si trova davanti a una persona sufficientemente paziente.

La prova concreta

Prima di scegliere il/la badante per un congiunto anziano, è essenziale sottoporre la persona a una prova concreta. Questo vuol dire soprattutto chiedere di cambiare posizione all’anziano o di procedere alla sua vestizione se quest’ultimo è allettato.

Un requisito senza dubbio vantaggioso è la confidenza con gli elettrodomestici della casa e la disponibilità a svolgere piccole commissioni durante la giornata.

Un po’ di attenzione in più meritano i casi in cui l’anziano mostra avversione nei confronti della persona incaricata di assisterlo. Cosa fare in questi frangenti? Prima di tutto, è opportuno interrogarsi sulle motivazioni del rifiuto e cercare di capire se si tratta di motivi caratteriali o di questioni pratiche. Chiarito questo punto, bisogna poi capire se c’è margine per una mediazione.

Archiviati tutti questi step – e il controllo delle referenze – arriva il periodo di prova. Nel corso della sua durata, è opportuno chiedere costanti informazioni al proprio congiunto, cercando di porre le domande in modo da mettere in risalto la positività del nuovo incontro e da non farglielo pesare più del dovuto.