L’arte della meditazione nella vita di tutti i giorni

Si parla sempre di più di meditazione, negli ultimi anni questa pratica infatti si sta diffondendo con sempre più successo. I benefici di questa sono infatti sotto gli occhi di tutti e confermati anche da numerose ricerche scientifiche. Non importa con quale scopo uno si avvicini alla meditazione, i fini possono essere dei più vari: trovare pace e serenità, risvegliare lo spirito, aumentare la propria consapevolezza.

Sono tantissime le star e le personalità illustri che praticano regolarmente la meditazione, una delle prime e delle più note è stata Madonna, così come non da meno nemmeno Beyoncé. Una vita intensa, passata in tour, tra palchi e giornalisti richiede necessariamente la capacità di ritagliarsi dei momenti in cui ricercare pace interiore.

Non diversamente, la modella brasiliana Gisele Bündchen dichiara che sin dai suoi esordi in passerella la meditazione l’ha aiutata a superare i suoi problemi di attacchi di panico. La pratica aiuta notevolmente anche chi svolge lavori intellettuali, di ricerca e di concentrazione.

Giocatori di poker considerano la meditazione parte integrante del loro percorso, lo testimonia un campione come Bertrand “Elky” Grospellier. Sono tanti gli ambiti ai quali può essere applicata la meditazione, così tante le persone che meditano nei contesti più diversi.

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Diversi tipi di meditazione possono rintracciare la loro origine in quello che era il buddhismo indiano delle origini. Inizialmente erano pratiche che venivano seguite da chi viveva un preciso stile di vita, quello monastico.

Con il tempo il buddhismo indiano è stato assimilato in Cina, integrandosi in modo coerente con molte pratiche legate alla spiritualità del Confucianesimo e del Taoismo. Nasce il buddhismo Chan, che prenderà poi il nome di Zen una volta diffusosi in Giappone. Questo tipo di spiritualità ha affiancato la meditazione a diverse attività di tutti i giorni, come ad esempio il giardinaggio, la scultura, la pittura, persino al tiro dell’arco.

Tantissime infatti sono le occasioni per spostare la nostra concentrazione sul presente, per trasformare la pratica della meditazione in azione concreta e quotidiana. Più la meditazione viene praticata e più diventa facile riallacciarsi allo stato raggiunto con efficacia e prontezza, in ogni diversa situazione, in ogni contesto.

Ogni situazione può rivelarsi eccellente, non occorre isolarsi o immobilizzarsi per cercare la pace e o un più alto livello di consapevolezza. Per trovare la giusta occasione basta anche solo fare una comunissima passeggiata, sedere sui mezzi per andare al lavoro, sistemare la cucina, lavare i piatti o sistemare la propria stanza.

Il vero cambio radicale avviene a livello interiore. Ci si inizia infatti a concentrare su quello che si sta facendo, soffermandosi con crescente attenzione sui dettagli, allontanando qualsiasi altro pensiero che possa essere ricollegato al passato o al futuro. Il tempo diventa una dimensione priva di consistenza, perché meditando si è radicati in un presente pieno e stabile, il cuore della vita stessa.

Molte delle tecniche di meditazione più diffuse si basano, ad esempio, sulla percezione del proprio respiro. Concentrandosi sul fluire della propria respirazione, accompagnando l’atto del respirare a parole mentali o a precisi gesti, la mente prova un’immediata sensazione di pace e di ristoro.

Il nostro respiro può essere legato al ritmo dei nostri passi, così come alle azioni di un’attività domestica o lavorativa. Un’esperienza come quella di consumare un comunissimo pasto può essere l’occasione per divenire consapevoli non solo del proprio respiro, ma anche del proprio modo di masticare, di assaporare il cibo e di inghiottire il boccone.

Molto spesso tendiamo a mangiare pensando ad altro, guardando la televisione o fissando lo smartphone, perdendo di vista uno dei atti tra i più importanti di quelli che compiamo durante la nostra giornata.

Fermare l’attenzione su un preciso sapore o su una precisa consistenza può essere a tutti gli effetti una pratica meditativa. Non occorre di certo mettersi alla ricerca di cibi dal sapore particolarmente ricercato, persino un solo chicco di riso può essere grande oggetto di meditazione.

Un antico proverbio orientale recita: “Prima dell’illuminazione, tagli la legna e porti l’acqua, e dopo l’illuminazione, tagli la legna e porti l’acqua”. Per il saggio non è infatti la realtà esterna a dover mutare, è la percezione di ciò che lo circonda che muta, così ogni atto può essere da lui riempito di una consapevolezza rinnovata, che conferisce ad ogni azione una pienezza nuova.

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