Consulenti finanziari indipendenti: quali sono i servizi che possono erogare ai risparmiatori?

La consulenza finanziaria, nel tempo, si è evoluta ed ha portato, in alcuni casi, notevoli vantaggi in termini di trasparenza per i risparmiatori. Oggi, ad esempio, le banche e – in senso più ampio – gli intermediari finanziari, sono costretti a consegnare al cliente un kit informativo, nel quale sono annotate svariate informazioni.

Tra le più importanti spiccano, senza alcun dubbio, i costi sostenuti dal cliente per sottoscrivere quel dato investimento e le commissioni percepite dell’intermediario. Oltre a questo, la scheda riassuntiva indica anche il grado di rischio del prodotto finanziario, rendendo il risparmiatore maggiormente conscio dei potenziali benefici ed insidie di un investimento.

Lo scetticismo verso l’istituzione bancaria ha avvicinato alcuni risparmiatori ai consulenti indipendenti

Rivolgersi ad un “classico” intermediario finanziario, come i consulenti degli istituti di credito piuttosto che i promotori finanziari, non soddisfa sempre gli utenti. Quanto avvenuto nel passato, col crack di alcune banche piuttosto che scandali come – per citare i più famosi – Alitalia, Cirio e Parmalat, hanno diminuito la fiducia dei cittadini verso l’istituzione bancaria.

Per quanto ovvio,però,  non bisogna fare “di tutta l’erba un fascio”: esistono validissimi professionisti anche allo sportello bancario e nel mondo dei promotori, così come non tutti gli istituti si sono resi protagonisti di vicissitudini poco chiare e trasparenti. Tuttavia, la maggior parte degli individui, ad oggi, non ha un’ottima reputazione del mondo bancario.

In un simile contesto, che si protrae almeno da quindici anni, hanno trovato spazio alcune nuove figure professionali. Tra queste, i consulenti finanziari indipendenti hanno visto aumentare, complessivamente, il numero di risparmiatori che si sono a loro rivolti. Essendo liberi professionisti, non dipendono in alcun modo da banche, poste o reti di distribuzione.

Questa loro indipendenza, talvolta, viene vista di buon occhio dai risparmiatori, timorosi nel ricevere consigli dai dipendenti di istituti di credito, valutati, in alcuni casi erroneamente, come figure dedite alla vendita di prodotti in grado di aumentare solo gli utili del proprio datore di lavoro, a discapito di soluzioni di investimento adatte ai propri clienti.

Il consulente finanziario indipendente, di conseguenza, dovrebbe operare in un regime di totale assenza di conflitto di interessi, a differenza di quanto avviene, spesso, allo sportello bancario: una fetta considerevole di prodotti finanziari, infatti, viene venduta da società di cui la banca stessa è azionista o riceve commissioni di collocamento piuttosto interessanti.

Come vengono retribuiti i consulenti indipendenti?

Ed è proprio quest’ultimo aspetto che differenzia, ancor di più, il lavoro del consulente finanziario indipendente, retribuito tramite una parcella e non per la tipologia di prodotto venduta. Le performance, di conseguenza, non incidono sull’ammontare economico da sborsare: anche in caso di rendimento negativo, il consulente indipendente verrà pagato per intero.

Non avendo accesso in alcun modo al patrimonio del cliente, neppure in modo indiretto, non può operare per conto del cliente, che dovrà, di conseguenza, concretizzare i suggerimenti avvalendosi dello sportello bancario piuttosto che delle piattaforme finanziarie presenti in rete. Ad ulteriore testimonianza di come questi consulenti non percepiscono alcun ritorno economico dagli intermediari finanziari.

In buona sostanza, molti considerano questi consulenti come delle figure che operino nell’effettivo interesse del cliente, fornendo un servizio in grado, in alcune circostanze, di eliminare alcuni costi riscontrabili sottoscrivendo prodotti finanziari tramite consulenti bancari o promotori finanziari.

Un aspetto, teoricamente, lo allinea al consulente finanziario non indipendente: erogare raccomandazioni finanziarie in linea con gli obiettivi di rendimento del cliente, rispettando la propensione al rischio e gli orizzonti temporali definiti dallo stesso.

La figura del consulente finanziario si è affacciata nel panorama italiano nel lontano 1996, ma ha visto crescere significativamente la propria presenza grazie alla larga fruizione di Internet da parte della maggior parte dei cittadini. Nella rete si trovano diverse opinioni su queste società: questa recensione moneyfarm, ad esempio, spiega in maniera esaustiva come opera una delle società di consulenza indipendente più note al grande pubblico dei risparmiatori.